lunedì 20 novembre 2017

Un appello al buonsenso

Prima sull’ultimo numero del besanese la giunta Cazzaniga si era presa il merito dei lavori sulla nuova fognatura a Vergo realizzati da Brianzacque come si può leggere qui.

Poi durante gli incontri in frazione a Vergo Zoccorino il Sindaco tronfio, si prende i meriti dell’asfaltatura di via IV Novembre, sempre a Vergo Zoccorino. Ma ancora una volta sono i documenti (come si può vedere nella foto) a smentire le parole del sindaco, certificando che anche in questo caso è stata Brianzacque a realizzare i lavori e non il comune.

Nell’ultimo consiglio comunale sono stato accusato dalla maggioranza di sollevare il tema della sicurezza e del decoro, portando idee e proposte, solo a fini elettorali, proprio mentre loro continuano a mentire spudoratamente attribuendosi meriti di altri solo a fini propagandistici.

Mentire ai besanesi sottende che siano faciloni ed incapaci di cogliere la verità e questo è inaccettabile se a farlo è chi ci amministra.

Chi governa dovrebbe essere guidato, non dalla ricerca del consenso, ma dal proprio progetto per il paese. Se ne ha uno….

 

Emanuele Pozzoli

venerdì 10 novembre 2017

Calò: una frazione lasciata al buio

Il sindaco Cazzaniga continua a ripetere che la giunta è attiva sulla sicurezza, ma i fatti lo smentiscono.

Da mesi infatti via Pozzi a Calò, la via che dalla chiesa porta all'oratorio, è lasciata al buio. Stessa sorte era toccata fino a poche settimane fa alla via San Camillo di Cazzano rimasta senza illuminazione per quasi un anno.

Una giunta davvero attenta alla sicurezza dei cittadini non farebbe passare dei mesi per riparare dei lampioni nelle nostre frazioni visto che uno dei motivi che rende il nostro comune appetibile per i ladri è proprio la presenza di molte zone buie e poco illuminate. Abbiamo quindi presentato un'interrogazione per chiedere alla giunta di agire al più presto per riportare l'illuminazione in via Pozzi a Calò.


Alessandro Corbetta





Di seguito l'interrogazione presentata e un'immagine di via Pozzi di sera.



Premesso che


Da mesi alcuni lampioni di via Pozzi a Calò sono fuori uso lasciando così interi tratti di strada totalmente al buio;


Considerato che


Risulta necessario intervenire al più presto per riportare la luce in via Pozzi al fine di garantire la sicurezza dei pedoni e anche come deterrente per contrastare gli episodi di furti che in questo periodo dell'anno, visto l'aumento delle ore di buio, risultano mediamente più frequenti;


Per quanto sopra esposto si chiede alla giunta comunale


Se e quando intende intervenire per riparare i lampioni di via Pozzi a Calò;

Di relazionare circa lo stato d'attuazione del Progetto Illumina.





martedì 31 ottobre 2017

Sinistre prospettive sul PGT

Sull’ultimo numero del besanese si leggono una serie di lavori realizzati dall’amministrazione comunale tra cui “la nuova rete idrica di via Sant’Ambrogio a Vergo”.

Come sanno anche i tubi vuoti, la rete idrica viene realizzata da Brianzacque e non dalle amministrazioni comunali. Arrogarsi i lavori fatti da altri non porta più voti ma solo figuracce.

Potrebbe sembrare poca roba ma chi amministra la cosa pubblica non può permettersi il lusso di mentire. Soprattutto su questioni delicatissime come quelle che passano dall’ufficio tecnico. Soprattutto se le menzogne scritte e stampate sul besanese si sommano alla poca trasparenza, ad esempio della commissione urbanistica che non viene convocata da un anno, mentre a Besana sorgono supermercati, condomini e soprattutto non viene rispettato l’iter normativo per il progetto più discusso degli ultimi anni a Besana, quello che prevede la bretella, che oltre all’oscuro della commissione, è stato approvato il 23 dicembre… due giorni prima di Natale e delle ferie.

Qualcosa non va, soprattutto se queste sono le premesse alla realizzazione dello strumento più importante per un comune: il Piano di Governo del Territorio che merita di essere visto e discusso da tutti con la massima trasparenza e serenità.

Come per il PGT 2007 fu il centro destra a presentarlo ai cittadini nelle frazioni e non la maggioranza di sinistra che lo approvò. Anche questa volta non solo controlleremo e saremo vigili nell’interesse del nostro paese ma renderemo tutto pubblico, tutto a conoscenza dei besanesi.

Perché se loro hanno bisogno di dire bugie, a noi basta la verità.

 

 

venerdì 27 ottobre 2017

Nuovo caso di inquinamento a Besana, interrogazione della Lega: “Servono controlli e pene esemplari”

E' ora di finirla con l'inquinamento delle rogge e dei torrenti di Besana. Troppo spesso infatti i cittadini segnalano la presenza di sostanze chimiche e colori anomali nei piccoli corsi d'acqua presenti sul territorio, gli ultimi casi sono avvenuti in zona Visconta nella "roggia Beveretta" dove è stata riscontrata una moria di pesci e nel ruscello che scorre nei campi vicini a Valle Guidino.

Serve un serio monitoraggio del territorio oltre che pene esemplari per chi causa danni enormi all'ambiente e mette a rischio la salute dei cittadini!


Per questo motivo abbiamo presentato un'interrogazione alla giunta Cazzaniga in cui chiediamo azioni immediate per prevenire ed evitare gli sversamenti di sostanze inquinanti nei torrenti e in generale sul territorio comunale. La tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini di Besana è una nostra priorità!


Alessandro Corbetta

Consigliere comunale Lega Nord


Di seguito l'interrogazione presentata e alcune immagini delle rogge inquinate, l'ultima foto è presa dal sito http://giornaledimonza.it








giovedì 26 ottobre 2017

Referendum, Besana vuole più autonomia e meno Cazzaniga sindaco


3 milioni di lombardi sono andati a votare per chiedere più lavoro e più futuro, nonostante il boicottaggio delle tv nazionali e la vergognosa campagna per l'astensione portata avanti dal Pd e dalla sinistra sul territorio.
A Besana ha votato quasi un cittadino su due e i Sì hanno sfondato la quota del 95%. Il sindaco Cazzaniga minimizza il risultato, ma i besanesi che hanno votato per l'autonomia sono molti di più di quanti hanno scelto lui nel 2014. Alle ultime elezioni comunali infatti Sergio Cazzaniga è diventato sindaco con 3396 voti, mentre i besanesi che domenica hanno votato sì sono 5403, ben 2007 in più. In sostanza Besana vuole molto di più l'autonomia di quanto non voglia Cazzaniga sindaco. 
Segno che la richiesta di autonomia è trasversale e che la gente si è recata alle urne sebbene il referendum fosse consultivo, senza quorum e il Partito Democratico facesse campagna per disertare il voto.
Il sindaco di Besana, troppo legato a logiche politiche vecchie e ormai superate dalla storia, finge di non vedere questa grande richiesta popolare (colta peraltro dallo stesso Renzi) e parla di flop, ma la verità è che i besanesi e i cittadini lombardi domenica 22 ottobre hanno chiesto con forza che risorse e competenze rimangano sul territorio per far ripartire il lavoro, potenziare i servizi e dare risposte concrete a chi è in difficoltà. Ora la politica lombarda ha il compito di portare a casa il risultato e il governo non potrà più tirarsi indietro di fronte a 3 milioni di lombardi e 2,3 milioni di veneti.
Il Pd ancora una volta si è schierato contro la volontà e il bene dei lombardi, ma l'aria ormai è cambiata: #SergioStaiSereno che il 2019 è dietro l'angolo!

Alessandro Corbetta


Risultati referendum a Besana: https://www.referendum.regione.lombardia.it/#/coc/100000/109000/109008







venerdì 20 ottobre 2017

Mozione sulla sicurezza a Besana

Sotto il testo completo dell’ennesima mozione sulla sicurezza presentata dalla Lega in Consiglio comunale

 

Gruppo consiliare Lega Nord

 

 

RICHIAMATA

 

  • La mozione con oggetto: “problematiche relative alla sicurezza sul Comune di Besana, istituzione di una Commissione speciale per la sicurezza del territorio, promozione della “sicurezza partecipata” e altre misure” del dicembre 2014.
  • La mozione con oggetto: “aiuti comunali per l’installazione di sistemi di sicurezza o impianti di allarme e videosorveglianza” di febbraio 2016
  • La mozione relativa al tema dell’accattonaggio del settembre 2016

 

PRESO ATTO

 

  • Che continui e ripetuti episodi di cronaca rendono quanto mai evidente quanto fosse avveduto e di buonsenso agire per tempo al fine di arginare un sempre più dilagante senso di insicurezza nella popolazione besanese.
  • Che risulta evidente il peggioramento del decoro e del rispetto dei cimiteri comunali da parte di questuanti e venditori abusivi.
  • Che risulta evidente il peggioramento del decoro e del senso di sicurezza durante il mercato settimanale del mercoledì per via della presenza di un numero eccessivo di questuanti.

 

CONSIDERATO

 

  • Che il dovere di un’Amministrazione comunale non può limitarsi unicamente agli appelli alla popolazione al fine di evitare la questua e l’acquisto di prodotti dai venditori abusivi.
  • Che per far fronte al crescente senso di insicurezza nella popolazione besanese si rende quanto più necessaria una politica proattiva e non limitata al mero acquisto di strumentazioni utili alla polizia locale e alle forze dell’ordine.

 

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA LA GIUNTA

 

  • A disporre un’ordinanza sindacale che vieti la questua, l’accattonaggio, il bivaccamento negli spazi pubblici (ad esempio, l’intralcio per il libero transito dei cittadini) presso gli incroci, nei giardini e presso i cimiteri. Che vieti inoltre la vendita di beni sulla strada e tutti i comportamenti che determinano scadimento della qualità urbana (ad esempio la molestia ai cittadini in particolar modo a donne e anziani) sul territorio comunale. Oltre alle sanzioni pecuniarie che sia previsto, nei casi considerati dalle norme in vigore, anche il cosiddetto “daspo urbano” ai sensi della legge 48/2017.
  • A disporre con urgenza una migliore e più adeguata illuminazione pubblica nelle zone più sensibili e oggetto di furto segnalate dai cittadini (Ad esempio via Roletto)
  • Un ulteriore presenza della Polizia Locale nelle ore dell’imbrunire sul territorio comunale.
  • A predisporre una “commissione sicurezza” che valuti l’efficacia dei nuovi strumenti regolamentari e che valuti ulteriori forme di intervento.

 

 

 

Emanuele Pozzoli

Alessandro Corbetta

 

 


 

venerdì 13 ottobre 2017

Referendum, il PD besanese prende posizione ma si vergogna di farlo sapere. Comitato per il Sì: “L’unica cosa inutile è stata la serata organizzata dal PD”


Besana in Brianza, 13 ottobre 2017 - Il Partito democratico sul referendum ha gettato la maschera e lo ha fatto nel modo più assurdo possibile. Nel mese di luglio infatti i consiglieri dem hanno votato una mozione in cui si impegnava la giunta comunale a promuovere la partecipazione al referendum del 22 ottobre, mercoledì scorso però la giravolta: nella biblioteca di Besana il circolo locale del Pd ha organizzato un incontro pubblico con Enrico Brambilla, capogruppo dem in Regione, per portare avanti la tesi dell'inutilità del referendum e dell'astensionismo. A dir la verità, sembra che gli stessi attivisti del Pd si vergognino di questa posizione, tanto che l'incontro non è stato pubblicizzato e vi hanno partecipato meno di una ventina di persone, per la quasi totalità militanti stessi del Partito Democratico. Un successone insomma!


Per tutta risposta il comitato "Besana per il Sì", insieme al vicepresidente del Consiglio regionale lombardo Fabrizio Cecchetti, ha organizzato mercoledì scorso un volantinaggio fuori dall'incontro del Pd per smontare le bugie raccontate sul referendum. Secondo il comitato "di inutile c'è stato solo l'incontro pubblico del Pd. Il referendum del 22 ottobre non solo è utile, ma è necessario per poter ottenere più risorse e competenze e fare così il bene di tutti i cittadini besanesi e lombardi. In passato ben quattro regioni hanno avviato trattative con lo stato per ottenere più autonomia, nessuna però è mai riuscita a ottenere qualcosa proprio perché mancava la spinta popolare necessaria a sbloccare la situazione in favore delle regioni. Con una grande partecipazione dei cittadini al referendum, Regione Lombardia potrà trattare con il governo in una posizione di forza e ottenere la piena gestione di importanti materie come l'istruzione, l'ambiente, politiche sul lavoro, infrastrutture, ricerca e tanto altro ancora. Ciò permetterà alla Regione di spendere meno e spendere meglio nell'interesse di tutti i cittadini residenti in Lombardia, un concetto semplice e sostenuto dagli stessi sindaci del Partito Democratico, capitanati dal sindaco di Milano Beppe Sala, che stanno promuovendo con forza il sì al referendum. Spiace che invece il sindaco Cazzaniga e i militanti del PD besanese abbiano scelto di stare con Enrico Brambilla, ovvero quella parte del Pd minoritaria e superata dalla storia che all'interesse dei cittadini preferisce vecchie logiche politiche".


Il comitato "Besana per il sì" sarà presente domenica 15 ottobre in piazza Eugenio Corti per informare i cittadini sul referendum del 22 ottobre


Di seguito Fabrizio Cecchetti e alcuni membri di "Besana per il Sì" fuori dall'incontro di mercoledì sera e il volantino distribuito 












venerdì 29 settembre 2017

un silenzioso imbarazzo sulla bretella

Durante il consiglio comunale di ieri sera ho chiesto al sindaco e all’assessore all’urbanistica Viscomi come fosse possibile che il progetto bretella sia stato adottato dalla giunta a dicembre 2016, poi sia scomparso per 9 mesi fino ad oggi (la legge prevede che dopo l’adozione ci sia la pubblicazione a favore dei cittadini) e che magicamente ricompaia nel documento unico di programmazione per il 2018!
Sembra il giochino della talpa che mette la testa fuori dal buco per pochi secondi al fine di non essere colpito col martello. Con la differenza che si tratta di un progetto che può essere fatale per i destini del centro di Besana.
A fronte di tanta importanza dovrebbe esserci tanta serietà e chiarezza nei confronti del consiglio comunale e dei cittadini di Besana. Se vogliono il progetto che siano chiari e lo dicano. Se non lo vogliono abbiano il coraggio di ritirarlo e ammettano l’errore.
Invece sia l’assessore che il sindaco hanno incredibilmente fatto finta di nulla come se tutto questo fosse normale.
Sotto il mio intervento


lunedì 25 settembre 2017

Cazzaniga boicotta il referendum del 22 ottobre?

Nell'ultimo consiglio comunale di luglio il sindaco Cazzaniga e la sua maggioranza si sono impegnati a favorire la massima partecipazione al referendum del 22 ottobre garantendo anche la pubblicità della consultazione sull'informatore elettronico comunale. Oggi, a meno di quattro settimane dal voto e in pieno periodo elettorale, il display risulta totalmente spento (immagine scattata ieri).


Il sindaco si è dimenticato di accendere il display o sta boicottando il referendum del 22 ottobre?

Ci auguriamo che sia solo la memoria a giocare brutti scherzi e non una precisa volontà politica, per questo ci aspettiamo che Cazzaniga dia seguito alla mozione che lui stesso ha votato e già da oggi, e fino alla data del voto, venga data comunicazione sul display della consultazione autonomista.   


Sergio, getta la maschera!


Alessandro Corbetta

Consigliere comunale Lega Nord





giovedì 21 settembre 2017

E novembre è vicino

E' impossibile leggere il nome dei caduti di Calò… e novembre è vicino.

 

Diego Crippa

lunedì 18 settembre 2017

Conta solo la campagna elettorale

Via Mascagni versa da mesi in condizioni pietose e pericolose.

Pericolose per i motociclisti che devono evitare i crateri presenti sul manto stradale. Pericolose per i pedoni che devono guardarsi dalle auto che schivano le buche e per le auto stesse.

Da settimane sono abbandonati cartelli di pericolo che danno ancor più l'idea della trascuratezza in cui giace la via, che per i lavori in corso, ad opera di brianzacque a Costa Lambro prima e in via Sant'Ambrogio poi, rendono la strada ancor più trafficata.

Sarebbe bastato qualche sacco di asfalto (di quelli che si usano per tamponare le buche) per migliorare la situazione, invece si aspetta il bando per le asfaltature che ovviamente arriverà solo a primavera del prossimo anno, il più possibile a ridosso delle elezioni.

Perchè quello che conta non è lo statao delle strade, la sicurezza o semplicemente il decoro del paese, ma farsi belli 5 minuti prima di andare a votare


Emanuele Pozzoli 

Mancava solo la moschea

Mancava solo la moschea.

Dopo i volantini anonimi circolati per la Visconta con la denuncia dell’imminente realizzazione di una moschea, nelle scorse settimane la Lega ha chiesto con una interrogazione lumi sulla vicenda. Il sindaco ha sostenuto che all’epoca non c’erano richieste ufficiali.

Successivamente abbiamo appreso dalla stampa che la comunità islamica di Renate raccolta nell’associazione “la pace”, avrebbe già versato due caparre ai proprietari del capannone di via Visconta e starebbe quindi procedendo all’acquisto.

La legge regionale 12 del 2015 e le successive modificazioni, definiscono le caratteristiche che deve avere un luogo di culto o uno stabile sede di associazione utilizzato anche per il culto, come nel caso dell’associazione “la pace”. Queste caratteristiche sono ben definite e stringenti, tanto da escludere sicuramente il capannone di via Visconta e praticamente l’intero territorio besanese dalla realizzazione di un nuovo luogo di culto.

Il buonsenso e la correttezza vorrebbero che il sindaco comunicasse all’associazione “la pace” i vincoli che escludono il capannone di via Visconta dalla possibilità che diventi sede della loro associazione e luogo di preghiera, anche alla luce dei rapporti che il Sindaco stesso manifesta pubblicamente con l’associazione, da quando ha concesso loro il palazzetto dello sport per la preghiera del venerdì.

Invece Cazzaniga si è limitato a dire in consiglio e ribadire sui giornali, che interverrà soltanto quando verrà manifestata una volontà ufficiale.

Come al solito aspetta che le cose accadano per poi intervenire solo quando “il bue è scappato” invece di prevenire che, come si sa, è meglio che curare. (vedi bretella, piscina ecc…)

Con la mozione indichiamo ciò che noi pensiamo si debba fare: essere seri e corretti con tutti, a cominciare dall’associazione “la pace” di Renate, indicando loro che se procederanno con l’acquisto del capannone spenderanno moltissimi soldi per avere uno stabile che non possono utilizzare per i loro scopi e ottenendo il solo risultato di perdere quei soldi. Perché solo con la correttezza e la chiarezza con tutti e fin da subito, si potrà avere più forza ed essere fermi nel far rispettare le regole, qualora l’associazione decidesse di procedere comunque con l’acquisto.  

Questo farebbe chi guarda avanti, questo faremmo noi.

Ma conoscendo i nostri “polli” temiamo che ci lasceranno un altro problema da gestire. E così dopo il metano, la piscina e la bretella mancava solo la moschea.  

 

giovedì 14 settembre 2017

A Besana nasce il comitato apartitico per il Sì al referendum del 22 ottobre

Besana in Brianza, 14 settembre 2017 - Anche a Besana si costituisce il comitato apartitico per Sì al referendum sull'autonomia della Lombardia che si terrà il prossimo 22 ottobre. 

Il comitato si chiama "Besana per il Sì" e verrà presentato ufficialmente domani con un aperitivo alle ore 20 al bar "Raveè de Villa", in piazza Sant'Eusebio nella frazione besanese di Villa Raverio.

La serata è aperta al pubblico e sarà occasione per approfondire i motivi che hanno portato Regione Lombardia a indire il referendum e le ragioni del Sì alla richiesta di più autonomia.


Pagina Fb del comitato: https://www.facebook.com/besanaperilsi/


 

giovedì 3 agosto 2017

Besana, il Comune promuove la partecipazione dei cittadini al referendum sull'autonomia del 22 ottobre

Approvata mozione presentata dal centrodestra, la Lega Nord: "22 ottobre si gioca il nostro Futuro, pronto un comitato apartitico"

Besana in Brianza, 3 agosto 2017 - Approvata venerdì scorso la mozione presentata dalle liste di centrodestra che impegna l'amministrazione comunale a utilizzare ogni mezzo a sua disposizione per promuovere la partecipazione popolare al referendum sull'autonomia della Lombardia del 22 ottobre prossimo.
La consultazione verrà quindi pubblicizzata sull'informatore comunale "Il Besanese", sul display elettronico posto all'esterno di Villa Borella, sul sito istituzionale e sugli altri canali del Comune di Besana.
"Siamo soddisfatti - affermano Corbetta e Pozzoli - che il comune farà tutto il possibile per favorire la conoscenza del referendum autonomista tra i cittadini di Besana. Il prossimo 22 ottobre infatti si gioca il futuro della Lombardia e dell'intero Paese, proprio per questo motivo da settembre creeremo un comitato apartitico per spiegare ai besanesi le ragioni del sì che sarà aperto a tutti i cittadini che vogliono meno tasse, più lavoro e più servizi."
"Votando sì in massa il 22 ottobre - concludono Corbetta e Pozzoli - daremo più forza alla Lombardia e ciò è garanzia di benessere per tutti, anche per i residenti nelle altre regioni: se riparte la Lombardia riparte l'intero Paese e anche la nostra Besana ne trarrà enormi benefici"



Informati su: http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/istituzione/referendum-autonomia





www.regione.lombardia.it
Le informazioni relative al Referendum consultivo sull'autonomia della Lombardia fissato per il 22 ottobre 2017. Il quesito referendario, le iniziative per l'autonomia.

venerdì 9 giugno 2017

Moschea a Besana: Cazzaniga intervenga subito per evitare danni e contenziosi legali!

Besana, 9 giugno 2017 - "Il sindaco Cazzaniga in Consiglio comunale ha detto chiaramente che non ha intenzione di modificare il Pgt per approvare la costruzione di una moschea a Besana, ora però deve fare un passo in avanti e contattare i referenti dell'associazione islamica La Pace di Renate con cui è in buoni rapporti visti i festeggiamenti per il Ramadan celebrati insieme e la concessione del palazzetto dello sport per la preghiera. Il sindaco deve informarli che stanno buttando via i soldi perché la legge regionale sui luoghi di culto parla chiaro e, nello stato attuale, una volta acquistato lo stabile non potranno utilizzarlo né per la preghiera né come sede dell'associazione. Per questo motivo abbiamo presentato una mozione urgente: la giunta Cazzaniga deve agire immediatamente se vuole evitare futuri contenziosi legali che arrecheranno danno all'associazione "La Pace" di Renate, al Comune di Besana e a tutti i cittadini besanesi."
Così in una nota i consigliere comunali besanesi della Lega Nord Alessandro Corbetta ed Emanuele Pozzoli






lunedì 29 maggio 2017

Manca l'acqua e anche qualcos'altro

Oggi in alcune zone di Besana è mancata l'acqua. Come sempre quando fa caldo. Come sempre invece che prevenire si deve correre per curare quando il disagio ormai c'è. Ricordo all'assessore 'competente' che è una questione di regolazione della pressione sulla quale si deve intervenire prima.
Ogni anno lo stesso problema ogni anno lo stesso ritardo. Ma perché non si impara mai?


EP

giovedì 25 maggio 2017

Trasparenza, carta di Pisa e altre amenità 3

Purtroppo continua la narrazione della differenza tra ciò di cui i nostri amministratori si riempiono la bocca e ciò che fanno.
Dopo le elucubrazioni sulla trasparenza, l'adesione alla carta di Pisa ecc ecc siamo a constatare che:
1) Il promesso decantato "gruppo di lavoro sulla casa di riposo Scola" è sparito.
2) Le commissioni, sopratutto quella urbanistica, vengono saltate a piè pari incredibilmente per interventi epocali che stravolgono il tessuto urbano di Besana come quello sulla bretella oppure per piani "delicati" non per la sostanza dell'intervento ma per la loro forma come CAZ_R2.
3) Nonostante tutto vengono ripetuti gli stessi errori. Un'altra volta viene realizzata una variante al piano triennale delle opere pubbliche chiamandolo "adeguamento". Differenza sostanziale perchè si salta la procedura necessaria ad una variante che prevede la pubblicazione delle modifiche alle opere pubbliche per permettere ai cittadini di essere informati ed eventualmente segnalare la propria contrarietà al cambio in corsa delle opere da realizzare.
Sembrano sottigliezze ma nella correttezza, nel rispetto delle procedure e nel garantire sempre la partecipazione sta lo svolgimento di una amministrazione trasparente ed aperta.
Emanule Pozzoli

venerdì 14 aprile 2017

Moschea alla Visconta? No, grazie!

Cazzaniga faccia chiarezza sulla vicenda


In questi giorni girano con forza voci in merito a una presunta realizzazione di una moschea o comunque di un luogo di culto a Besana in Brianza. In particolare nella località Visconta è stato anche distribuito un volantino anonimo che informa i residenti della possibile apertura di una capannone di 1200mq adibito a luogo di culto. Abbiamo quindi presentato un'interrogazione urgente per capire se il sindaco è al corrente di questa richiesta e se è sua intenzione attivare le procedure previste dalla legge per permettere la realizzazione di una moschea sul territorio comunale.

Ricordiamo infatti che dal 2015 è in vigore una legge regionale voluta dalla Lega Nord che pone una serie di pesanti vincoli urbanistici per la realizzazione di un luogo di culto o di un centro culturale islamico e occorrerebbe quindi una modifica al piano di governo del territorio di Besana per realizzare una struttura simile.  Sulla base di questa legge è pertanto molto difficile realizzare oggi un luogo di culto a meno che non ci sia una chiara volontà dell'amministrazione in questo senso. 

Rimaniamo quindi in attesa di chiarezza da parte di Cazzaniga nei confronti dei cittadini di Besana prima di tutto.

Come Lega Nord ribadiamo il nostro NO a qualsiasi ipotesi di moschea sul territorio comunale. In primo luogo perché non vi è alcuna necessità visto che non ci sono associazioni islamiche di Besana né particolari richieste da parte della comunità musulmana besanese. In secondo luogo il nostro territorio non è adatto a ospitare strutture di questo tipo e inoltre la maggioranza dei cittadini è contraria alla realizzazione di una moschea a Besana.


Alessandro Corbetta

 

 




Qui l'interrogazione che abbiamo presentato:




martedì 14 marzo 2017

Stipendio in ritardo di 2 mesi per i dipendenti del servizio mensa, il sindaco intervenga subito!

17 dipendenti della società JD SERVICE che operano nelle mense delle scuole di Besana in Brianza non percepiscono da due mesi lo stipendio. 

La società sarebbe infatti in ritardo nel pagamento delle mensilità di gennaio e febbraio, mentre la tredicesima, che doveva essere erogata a dicembre, è arrivata solo a febbraio. Nei mesi scorsi si sono verificati casi di ritardi simili presso la JD SERVICE in altre realtà presenti in Emilia e in Piemonte e inoltre la stessa società risulterebbe in credito con altri fornitori presenti sul territorio. 

Questa situazione sta causando forti disagi economici ai lavoratori e alle loro famiglie, chiediamo urgentemente al sindaco di muoversi con i vertici della società per tutelare i dipendenti: vanno erogati in tempi brevi gli stipendi arretrati e va garantito il regolare pagamento delle retribuzioni per i prossimi mesi!


Alessandro Corbetta


Qui di seguito l'interrogazione presentata dalla Lega Nord







martedì 28 febbraio 2017

Giunta Cazzaniga: sulla ex Fonover è ora di agire!




Questa è la risposta fornita dall'amministrazione comunale in merito all'interrogazione della Lega Nord sui rifiuti pericolosi presenti nell'area della ditta ex Fonover.

Di fatto, essendo fallita la società proprietaria dell'area, i rifiuti pericolosi non sono mai stati smaltiti e l'attuale curatore fallimentare prevede che il prossimo acquirente dell'area provveda allo smaltimento dei rifiuti, per un costo totale previsto di 600mila euro.

Non essendoci tempistiche certe sulla vendita dell'area ed essendo ancora presenti tutti i rifiuti pericolosi già segnalati da ARPA nel 2013, chiediamo con forza alla giunta comunale di prendere in mano la situazione. Va messa immediatamente in campo un'indagine approfondita e stilata una lista di priorità in modo da cominciare fin da subito a mettere in sicurezza l'area, almeno per quanto riguarda gli interventi più urgenti visto anche l'arrivo della stagione calda.

Abbiamo inoltre chiesto al presidente del consiglio comunale di organizzare un sopralluogo nell'area con i consiglieri e i tecnici competenti per toccare con mano la situazione e mettere in atto tutte le possibili azioni per garantire la sicurezza per i cittadini, l'ambiente e i lavoratori delle aziende limitrofe. 

Giunta Cazzaniga è arrivato il tempo di agire e sistemare questa pericolosa situazione che si trascina da troppi anni!


Alessandro Corbetta




venerdì 27 gennaio 2017

Cazzaniga ha trasformato il Palazzetto dello Sport di Besana nella moschea della Brianza

Cazzaniga regala anche per quest’anno il Palazzetto dello sport all'associazione islamica “La Pace” di Renate, portando ancora una volta un problema di altri a casa nostra e trasformando il nostro Palazzetto nella moschea della BrianzaLa giunta di Besana dimostra ancora una volta di avere più a cuore gli interessi degli altri, in questo caso dei musulmani residenti in altri comuni, invece che quelli dei cittadini che dovrebbe difendere.


Il sindaco è sicuro che tra i membri di questa comunità non ci siano persone con simpatie per l’estremismo islamico? 

Visti i tempi che corrono e le voci che sono girate in passato sull’associazione di Renate, vogliamo garanzie su chi frequenta il Palazzetto: la sicurezza dei besanesi ha la precedenza su tutto. 


Il Palazzetto dello Sport non è e non deve essere usato come luogo di culto! 


Alessandro Corbetta

venerdì 13 gennaio 2017

Besana: strade ghiacciate traffico pericoloso

Il ghiaccio era ampiamente previsto perché non è stato sparso il sale?
Le strade in queste condizioni sono assolutamente pericolose e non è stato sparso un granello di sale a differenza di mercoledì sera quando invece è stato sparso inutilmente.
Forse la formazione del ghiaccio non è stato oggetto degli alti corsi di formazione per amministratori sostenuti dall'assessore ai lavori pubblici.

EP

martedì 10 gennaio 2017

Interrogazione della Lega Nord per rimuovere i rifiuti pericolosi della ex Fonover di Cazzano

I consiglieri leghisti Alessandro Corbetta ed Emanuele Pozzoli hanno presentato un'interrogazione al sindaco sulla situazione in cui versa lo stabile dell'ex azienda Fonover in via Puecher a Cazzano.

Nel 2013, dopo una segnalazione di ARPA Lombardia sulla presenza di rifiuti pericolosi all'interno e all'esterno della fabbrica, l'ex sindaco Gatti emetteva un'ordinanza in cui intimava alla proprietà dello stabile di classificare e smaltire i rifiuti. Dopo quasi 4 anni, tutto sembra ancora fermo.

L'interrogazione chiede alla giunta comunale se "è stato dato seguito all’ordinanza n. 48/2013 per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti derivanti dall’attività produttiva sita in via Puecher", se si "ravvisano ancora oggi rischi per la cittadinanza, l’ambiente e il lavoratori delle azienda della zona" e infine "come intende procedere l’amministrazione comunale in caso non siano stati rimossi i rifiuti e le criticità riscontrate".


Come appare oggi l'area esterna dell'ex Fonover:




Di seguito il testo dell'interrogazione:





lunedì 2 gennaio 2017

Fin quanto è accettabile che chi sbaglia non paghi mai?

Al Sindaco e ai vertici della Giunta comunale è stato contestato dalla corte dei conti il pagamento della piscina mai realizzata nel 2014. Un conto di 400.000€ che finora hanno pagato i besanesi con un aumento straordinario dell’IRPEF. Ad oggi un debito pagato da tutti per l’incapacità di pochi. Dopo tre sentenze del TAR e una del Consiglio di Stato che riconoscono il danno causato alle aziende che dovevano realizzare la piscina per la colpa grave ai limiti della mala fede dell’amministrazione comunale, ora si celebrerà molto probabilmente l’ennesimo processo per una vicenda che ha sempre visto la Lega denunciare ciò che poi i tribunali hanno confermato. Ma quel che ci interessa non è il passato ma il futuro del nostro comune.
Abbiamo presentato una mozione per chiedere che il comune predisponga ogni azione (civile, amministrativa, contabile…) affinché sia tutelato l’interesse dell’intera comunità besanese ovvero recuperare integralmente la somma di 400.000€ pagata per le negligenze e colpe di pochi acclarate dalle sentenze definitive dei massimi organi della giustizia amministrativa.
La sinistra besanese si è opposta a questa richiesta. Evidentemente ha maggiormente a cuore l’interesse di pochi (rimborsare al comune il meno possibile) e non l’interesse dei besanesi.  
Quella che è la richiesta più semplice e scontata (che un Sindaco faccia l’interesse della propria comunità) si è rivelata una fonte di imbarazzo senza precedenti perché i vertici dell’amministrazione comunale devono al tempo stesso tutelare i propri legittimi interessi e quelli altrettanto legittimi ma opposti del comune e di tutti noi.
Una vicenda che per convenienza loro viene derubricata e ridotta ad attacchi personali, ma dopo 12 anni di pervicace e becera difesa di scelte sbagliate costate ai besanesi 400.000 €. è giunta l’ora che si riconoscano le responsabilità degli errori commessi. E gli errori a differenza di quanto è stato sostenuto in consiglio comunale, sono stati commessi da amministratori, tecnici, e non genericamente da un’entità astratta denominata comune. I muri di villa Borella danni non ne hanno procurati. Chi stava seduto su quei tavoli in consiglio comunale si. Le sentenze definitive (per i saccenti, passate in giudicato) della giustizia amministrativa lo confermano. Ora si tratta solo di attendere. Non possiamo pensare che tutto finisca con delle vittime (besanesi) e nessun colpevole (Amministratori e tecnici).  
Ma fin quanto è accettabile che chi sbaglia non paghi mai? E nemmeno chieda scusa?
Nel mezzo come sempre ci vanno i besanesi che ancora oggi pagano per questa vicenda. Infatti è lecito chiedersi quanto il prossimo più che probabile processo impedisca all’amministrazione comunale di lavorare serenamente e di rapportarsi alla pari ad esempio col Prefetto per il problema dei migranti (infatti Besana sta diventando l’hub del nord Brianza dei richiedenti asilo) e per il problema dei furti.
Un gesto di buon senso e responsabilità permetterebbe agli interessati di difendersi liberamente (come privati cittadini) e alla nostra comunità di sciogliere ogni dubbio ogni equivoco ogni incertezza.

Temiamo invece che con la stessa pervicacia con cui sono state fatte scelte sbagliate, seguite da difese sbagliate arriveremo ad un punto in cui non sarà più possibile sfuggire dalle responsabilità ma tutta Besana avrà perso altro tempo, altre occasioni, altri soldi. 

martedì 20 dicembre 2016

Non certo una vittoria per Besana.

Lo stop all’invio di richiedenti asilo in via Moneta arriva solo dopo che i residenti hanno alzato la voce, perché altrimenti nessuno li avrebbe ascoltati.

E questo stop non è certo una vittoria per due motivi. Per prima cosa non migliora le condizioni di convivenza in via Moneta , già difficili con otto immigrati, ancora più complesse ora con 47, sarebbe quindi necessaria una riduzione di numero. In secondo luogo perché si chiarisce che non verranno più inviati in via Moneta ma non nelle altre zone e frazioni di Besana, correndo il rischio di creare altri focolai di difficile convivenza.

Rimane ancora da riflettere e lavorare su come l’amministrazione comunale non stia gestendo questo problema, con un sindaco che non dialoga e non ascolta se non soltanto quando riceve oltre 250 firme di besanesi stanchi di essere abbandonati a loro stessi. E soltanto allora ottiene dal Prefetto lo stop ad ulteriori arrivi in via Moneta chiudendo lo stabiello quando ormai il porcello è più che scappato.

Dimostrando però che, contrariamente a quanto detto finora, un sindaco può e deve intervenire. Può e deve ottenere per il proprio paese condizioni migliori senza che sia considerato solo come confine della provincia monzese.

Invece abbiamo un sindaco solo pronto ad apparire sui giornali come se avesse ottenuto chissà quali risultati con il Prefetto. E’ bene che si sappia che sono stati i residenti di via Moneta a chiedere esplicitamente un incontro con il Prefetto. Intanto il sindaco e i suoi collaboratori sono disposti a piegare a loro uso e consumo strumentale e interesse politico ogni risorsa che Besana offre, civile e non.

 

Emanuele Pozzoli

 

 

giovedì 15 dicembre 2016

Una serata lontani dalla realtà.

Una serata nella quale si è raccontata una teoria ideale, un mondo di buone intenzioni lontano però dalla realtà che molti besanesi sono costretti a vivere ogni giorno. Una serata a tratti offensiva verso chi si accorge dell'incolmabile discrasia tra le parole dei difensori dell'accoglienza a tutti i costi e chi si pone dubbi su quanto sta accadendo nei nostri paesi semplicemente osservando quanto realmente succede.
Qualche esempio: si è detto che le cooperative non ci guadagnano. Ma allora perché è nata la cooperativa Ubuntu che gestisce 39 immigrati a Besana? Il titolare di trattoria mercato che gestisce 150 richiedenti asilo a Monza ha chiaramente dichiarato che lo fa per soldi. Qui trovate il video dell'intervista dell'imprenditore, il cui sistema ha dato vita anche ad Ubuntu.
Ma non solo Ubuntu. Il bilancio della cooperativa Aeris che cerca di distinguersi come reale operatrice sociale, è cresciuto del 40% nel 2015 passando da 3.800.000€ a 5.200.000€ registrando una crescita inimmaginabile nello stesso periodo per qualsiasi azienda.
Si è detto che il margine per le cooperative è stretto. La cooperativa Aeris manda l'Esselunga a casa agli immigrati pur avendo di fronte MD discount. Tutti noi conosciamo la differenza di prezzi tra i due supermercati.... Anche questo misura però la distanza con la quale vengono gestiti gli immigrati a Besana.
È stato detto di considerare le difficoltà di ambientazione per chi ha un passato drammatico. A Besana tra festini, rumori notturni e presenza frequente di ospiti pare si siano ambientati benissimo senza traumi. E ai residenti che hanno tentato di spiegare loro semplici regole di convivenza civile come il conferimento dell'umido è stato risposto perfino: "razzista".

È stata proiettata l'affermazione che vengono evitati insediamenti numerosi. In via Moneta in un solo complesso ci sono più di 40 immigrati.
E' stato proiettato che questo tipo di inserimento facilita l'integrazione nel contesto sociale. A Besana dopo i primi tentativi di coinviolgimento ogni attività "è andata scemando dopo poche settimane" come certificato dai servizi sociali.
È stato anche proposto di andare dai migranti a conoscerli e chiedere loro come si trovano. Peccato che nessuna, nessuna parola sia stata spesa per i besanesi che vivono "l'accoglienza" loro malgrado nei loro condomini, nei loro pianerottoli. Nessuno è andato a chiedere loro come stanno e cosa significa subire tutto questo non in teoria ma nella realtà.
Infine l'aspetto peggiore. Chi tra il pubblico (in cui tra consiglieri, militanti e sostenitori la sinistra besanese era ampiamente maggioritaria) ha osato muovere qualche critica è stato oggetto dell'arroganza e dello scherno del moderatore. Perchè il pensiero di fondo ritorna sempre all'accusa che chi non la pensa come i paladini dell'integrazione è un povero ignorante e razzista, anche se i paladini dell'integrazione non accolgono, non ospitano (pur avendo appartamenti vuoti) per lo più ci guadagnano economicamente e politcamente e scaricano tutti gli oneri di un sistema che non è organizzato e infine non integra ne accoglie, su cittadini inermi, abbandonati a loro stessi e accusati di razzismo non appena cercano anche solo di lamentare una situazione inaccettabile come quella di via Moneta.

 Emanuele Pozzoli

mercoledì 14 dicembre 2016

La nostra mozione sul caso piscina è stata bocciata

Al Sindaco e ai vertici della Giunta comunale è stato contestato dalla corte dei conti il pagamento della piscina mai realizzata nel 2014. Un conto di 400.000€ che finora hanno pagato i besanesi con un aumento straordinario dell’IRPEF. Ad oggi un debito pagato da tutti per l’incapacità di pochi. Dopo tre sentenze del TAR e una del Consiglio di Stato che riconoscono il danno causato alle aziende che dovevano realizzare la piscina per la colpa grave ai limiti della mala fede dell’amministrazione comunale, ora si celebrerà molto probabilmente l’ennesimo processo per una vicenda che ha sempre visto la Lega denunciare ciò che poi i tribunali hanno confermato. Ma quel che ci interessa non è il passato ma il futuro del nostro comune.
Abbiamo presentato una mozione per chiedere che il comune predisponga ogni azione (civile, amministrativa, contabile…) affinchè sia tutelato l’interesse dell’intera comunità besanese ovvero recuperare integralmente la somma di 400.000€ pagata per le negligenze e colpe di pochi acclarate dalle sentenze definitive dei massimi organi della giustizia amministrativa.
La sinistra besanese si è opposta a questa richiesta. Evidentemente ha maggiormente a cuore l’interesse di pochi (rimborsare al comune il meno possibile) e non l’interesse dei besanesi.  
Quella che è la richiesta più semplice e scontata (che un Sindaco faccia l’interesse della propria comunità) si è rivelata una fonte di imbarazzo senza precedenti perché i vertici dell’amministrazione comunale devono al tempo stesso tutelare i propri legittimi interessi e quelli altrettanto legittimi ma opposti del comune e di tutti noi.
Una vicenda che per convenienza loro viene derubricata e ridotta ad attacchi personali, ma dopo 12 anni di pervicace e becera difesa di scelte sbagliate costate ai besanesi 400.000 €. è giunta l’ora che si riconoscano le responsabilità degli errori commessi. E gli errori a differenza di quanto è stato sostenuto in consiglio comunale, sono stati commessi da amministratori, tecnici, e non genericamente da un’entità astratta denominata comune. I muri di villa Borella danni non ne hanno procurati. Chi stava seduto su quei tavoli in consiglio comunale si. Le sentenze definitive (per i saccenti, passate in giudicato) della giustizia amministrativa lo confermano. Ora si tratta solo di attendere. Non possiamo pensare che tutto finisca come al processo di Perugia, con delle vittime (besanesi) e nessun colpevole (Amministratori e tecnici).
Ecco a cosa si chiedeva con la mozione: scongiurare un altro caso Perugia
Ma fin quanto è accettabile che chi sbaglia non paghi mai? E nemmeno chieda scusa?
Nel mezzo come sempre ci vanno i besanesi che ancora oggi pagano per questa vicenda. Infatti è lecito chiedersi quanto il prossimo più che probabile processo impedisca all’amministrazione comunale di lavorare serenamente e di rapportarsi alla pari ad esempio col Prefetto per il problema dei migranti (infatti Besana sta diventando l’hub del nord Brianza dei richiedenti asilo) e per il problema dei furti.
Un gesto di buon senso e responsabilità permetterebbe agli interessati di difendersi liberamente (come privati cittadini) e alla nostra comunità di sciogliere ogni dubbio ogni equivoco ogni incertezza.

Temiamo invece che con la stessa pervicacia con cui sono state fatte scelte sbagliate, seguite da difese sbagliate arriveremo ad un punto in cui non sarà più possibile sfuggire dalle responsabilità ma tutta Besana avrà perso altro tempo, altre occasioni, altri soldi. 

lunedì 21 novembre 2016

Ripubblichiamo un articolo del 2015

Sotto un articolo del 2015 per ricordare quanto fin da subito fosse diversa la visione della gestione degli immigrati in via Moneta tra la Lega e il PD

 

Ovviamente Besana è stato il primo comune a ricevere i clandestini mentre Cazzaniga cercava di tenere tutto nascosto ai besanesi per mesi, come dimostrato dalle nostre interrogazioni in Consiglio.

Noi riteniamo che sia dovere del sindaco almeno informare i vicini dell’occupazione di appartamenti per gli immigrati e se fossimo stati alla guida di Besana non avremmo permesso di ospitarli nel nostro comune. Perché questa non è accoglienza è solo un enorme business e sostenerlo come ha fatto il nostro Comune significa esserne complici. Non si tratta di “accoglienza” perché tutti i programmi messi in campo a Besana per integrarli non sono stati partecipati dagli immigrati stessi e soprattutto perché nessuno si è occupato di cosa sarà di questi ragazzi dopo che verrà loro negato lo status di profughi, come già successo per i primi tre casi besanesi esaminati. Verrà dato loro un foglio di via e lasciati al loro destino.